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Google e l’RDFa verso il web semantico, come cambia il SEO ? « Pillole di SEO

Google ha annunciato (e già fornisce indicazioni su google answer ) il supporto all’RDFa, un protocollo studiato per valorizzare informazioni strutturate quali, ad esempio:

  • i dati di una persona
  • le recensioni di un libro o di un prodotto, ecc
  • le organizzazioni e in generale le relazioni tra persone (ad esempio gli amici su un social network)

Cominciamo dalla definizione.

Cos’è l’ RDFa ?

RDF sta per Resource Description Framework
ovvero un framework per la descrizione di elementi che danno valore alla pagina (risorsa in generale…ricordiamo che URL, ad esempio, sta per Universa Resource Locator, quindi il concetto di pagina, in realtà, specializza il concetto di risorsa che può essere raggiunta con una URL o descritta mediante una RDF).
L’obiettivo è quello di consentire agli spider e al software di analisi dei contenuti, il riconoscimento dei contenuti non più solo in virtù della loro formattazione (titolo, sottotitolo, link, ecc) bensì esplicitando il significato dei contenuti per cui l’html fornisce la sola indicazione sulla formattazione.

Esplicitando, ad esempio, che in una pagina di un sito di recensioni di libri:

  • il tag h1 descrive il titolo
  • l’ h2 è l’autore e così via

sarà possibile rendere comprensibili agli spider il modello dei dati contenuti nella pagina, mediante la relazione tra i tag della pagina ed opportuni valori descrittivi contenuti nel dizionario del protocollo RDF.

Un’immagine esplicativa è la seguente:
presentazione e semantica

In cosa consiste l’RDFa ?

L’RDFa, di cui è possibile consultarne la bozza di rfc (request for comment, una sorta di brevetto), fornisce quindi un vocabolario di termini per attribuire valore semantico a singole parti del contenuto di una pagina web.

Come realizzo un contenuto in RDFa ?

Un esempio è il seguente (tratto da Google answers): immaginiamo di voler descrivere i dati di una persona, magari seguendo il modello di una vCard (lo stesso usato, ad esempio, nei cellulari per aggregare più informazioni di contatto per una voce di rubrica).
In html, il markup cui siamo abituati, è il seguente:

<div class="vcard">
<div class="fn">John Smith</div>
<span class="nickname">Smithy</span>
<span class="url">http://www.example.com</span>
<span class="org">ACME</span>
<span class="adr">
<span class="locality">Albuquerque</span>
</span>
<span class="title">Engineer</span>
<a href="http://darryl-blog.example.com/" rel="friend">Darryl</a>
</div>

Con l’utilizzo dell’RDFa, invece, avremmo:

<div xmlns:v="http://rdf.data-vocabulary.org/" typeof="v:Person">
<span property="v:name">John Smith</span>
<span property="v:nickname">Smithy</span>
<span property="v:url">http://www.example.com</span>
<span property="v:affiliation">ACME</span>
<span rel="v:address">
<span property="v:locality">Albuquerque</span>
</span>
<span property="title">Engineer</span>
<a href="http://darryl-blog.example.com/" rel="v:friend">
<span property="v:name">Darryl</span>
</div>

Risulta evidente che, con l’RDFa, abbiamo aggiunto a delle informazioni (altrimenti formattate solo per la presentazione nella pagina), valore pertinente al significato e a come queste siano legate tra loro.

Considerazioni:
Tutti (coloro conoscano le dinamiche del SEO) sanno che il markup è (era) fondamentale a fini SEO in quanto, per i motori di ricerca, la struttura della pagina aveva in un qualche modo un nesso con il significato degli elementi della pagina: quanto contenuto in un tag <h1>, ad esempio, costituiva necessariamente l’informazione principale per identificare ciò di cui il paragrafo <p> ne è il contenitore.

Come cambia il SEO ?

Con l’RDFa le cose cambiano! …gli spider non potranno che privilegiare la relazione semantica dei contenuti (come fanno le persone) ma non solo: le informazioni contenute nelle pagine, essendo ora identificabili in strutture riconoscibili (persone, prodotti, recensioni, ecc) potranno essere estrapolate per essere aggregate a prescindere da come queste sono presentate nella forma originale.

…e questo stravolge non poco le attuali tecniche di posizionamento in quanto, sinora, il posizionamento si è basato sul fatto che i motori di ricerca premiassero una risorsa in virtù del contenuto ben formattato (l’ho semplificata parecchio, in realtà il contenuto deve essere originale e di qualità).

Ora il web sta cambiando, le informazioni iniziano ad essere troppo complesse per non essere messe in relazione tra loro… possiamo dire, quindi, che i motori di ricerca tenderanno a premiare quanto meglio le informazioni vengano collegate semanticamente e ciò si traduce nella ricerca di nuove strategie di posizionamento

…nelle prossime pillole ne vedremo alcune ;)


3 commentidomande ? commenti ? dì la tua

  • seo il 13 mag 2009 18:50, scrive:

    Google continua a ripetere nelle guidelines di pensare agli utenti e non agli spider e questo si sa, è giusto.

    RDFa ha impatto solo sullo spider, l’utente vede quello che ha sempre visto, non ne ricava niente (o quasi, essendo tutti noi utenti di google, se loro migliorano la qualità delle ricerche ne godiamo indirettamente tutti).

    Quanto peso darà, Google, all’implementazione di RDFa nei siti web?

    Ipotizzo, sarà come la sitemap => aiutami a trovare e indicizzare le tue pagine.

    RDFa => Organizza bene i tuoi contenuti e io capirò meglio cosa stai dicendo…

    Cosa ne pensate?

  • admin il 13 mag 2009 23:39, scrive:

    Sono d’accordo sulla finalità dell’integrazione di questo protocollo nei dati e credo che nel breve termine ciò non impatterà nelle SERP.

    E’ anche vero, però, che se l’obiettivo del SEO è quello di massimizzare la diffusione di contenuti pertinenti alla ricerca, altro discorso è la “conversione” a seguito di contenuti trovati grazie a un buon posizionamento.

    Intendo dire che, se ora come ora essere posizionati nelle prime pagine delle serp garantisce un grosso numero di lead, il rapporto tra il numero di visite e le conversioni è ancora troppo elevato.

    Con contenuti semanticamente catalogati, invece, si tenderà a fare quello che oltreoceano già etichettano come semantic marketing, ovvero stimolare l’utente con informazioni quanto più pertinenti a ciò che si cerca (un po’ quello che si fa, ormai, anche per l’adv).

    Se ci pensi: attualmente il SEO produce l’effetto di bisogno indotto: ho un esigenza, trovo una serie di contenuti in rete potenzialmente pertinenti alla mia esigenza…
    …con l’RDF, se cerco un prodotto, trovo esattamente quanto è semanticamente connesso a quel prodotto.

    Il risultato ? …sicuramente ricerche di qualità ma al contempo maggiori conversioni e di conseguenza un rapporto tra contatti e conversioni via via più basso.

    Staremo a vedere ;)

  • admin il 09 dic 2009 11:09, scrive:

    hghg

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