Il posizionamento dei contenuti è favorito da molti fattori, alcuni di carattere tecnico legato al markup e, in generale, al codice html e (all’assenza di) quello di scripting.
Alcuni suggerimenti per evitare di essere penalizzati da pratiche di programmazione, sono i seguenti:
- Evitare l’utilizzo di javascript:onclick per accedere a contenuti, favorendo il tag html a href
- Evitare il cloaking (ovvero, stessa pagina ma con contenuto differente in funzione dello user-agent), spesso utilizzato per fornire allo user agent di Google (Googlebot) contenuti differenti - questa è una pratica sporca che facilmente porterà al banning del contenuto se non del sito.
- Evitare il redirect multiplo, le troppe redirezioni, infatti, non vengono seguite dai motori di ricerca che, ipotizzando un loop, non seguono i link a partire dalla seconda redirezione (strumenti per webmaster di Google, ad esempio, indica se ci sono troppe redirezioni per alcuni link.
- Evitare il passaggio di parametri mediante la url per accedere a contenuti in quanto gli spider potrebbero non indicizzare le informazioni su parametri e relativi valori.Questo è piuttosto problematico se si utilizzano CMS come Joomla! (meno su WordPress), in cui i contenuti sono generati mediante il passaggio di parametri, motivo per cui, per siti in Joomla!, è FONDAMENTALE la riscrittura delle url in url SEF.
- Evitare campi meta inutili nell’header: oltre ad appesantire la pagina in termini di dimensione, generano contenuto che gli spider potrebbero considerare irrilevante rispetto al contenuto della pagina e pertanto viziarne l’indicizzazione.
Questi sono solo alcuni dei suggerimenti che spesso possono essere dettati dal buon senso se non si perde di vista l’obiettivo funzionale al posizionamento: produrre un ipertesto facilmente ricercabile e LEGGIBILE anche dai motori di ricerca, di contenuto originale e opportunamente meta-datato.











Aggiungerei anche di evitare di introdurre testo dello stesso colore dello sfondo del sito, in modo che non sia visibile agli utenti mentre è percepito da Googlebot.
Non solo i quality rater di Google lo noteranno con un semplcie controllo, ma molti SEO sostengono ormai che Big G interpreta anche i css ed è in grado di comprendere, a grosse linee, il reale rendering del sito.
Assolutamente d’accordo: tra l’altro questa era un pratica “black” piuttosto in voga fino a qualche tempo fa…i siti con footer enorme, pieni di keyword dello stesso colore dello sfondo, che finivano col posizionarsi meglio rispetto a chi davvero produceva contenuto originale.
…finché in Google se ne sono accorti
…grazie del commento.
Aggiungerei questi consigli risaputi:
- Evitare il sovraffollamento delle parole chiave.
- Evitare si inserire parole chiave nascoste dello stesso colore dello sfondo
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@admin
E se io metto come sfondo un colore, poi sopra un immagine che si ripeta per tutto lo sfondo e poi scrivo su di essa con lo stesso colore dell’immagine? Google se ne accorge?
Per esempio, nel div del contenuto ho messo:
background:url(img/background_contenuto.jpg) scroll repeat-y center #009;
Il colore di sfondo è #009 (fuxia credo), ma sopra c’è un immagine che si ripete verticalmente ed è di colore bianco. Poi su di essa ho scritto con il colore bianco mimetizzandosi con lo sfondo bianco dell’immagine. Credete che Google se ne accorgera?
Ciao Armslegs_76,
considera che in Google ci sono quality rater (persone preposte al controllo), senza contare che potrebbero esistere algoritmi di rilevamento di cloaking.
E’ solo un parere ma, IMHO, sarebbe meglio evitare queste tecniche a favore di una buona scrittura di contenuti con link interni al sito
ciao